Nell’ambito del progetto multidisciplinare di rinnovo della Funivia Rodi Tremorgio – di proprietà di AET – lo studio di ingegneria Filippini & Partner, è stato incaricato di prendere parte al processo di progettazione e realizzazione del nuovo impianto. La collaborazione, iniziata nel 2023 e che si concluderà nel 2026, richiede un’elevata specializzazione relativa agli impianti a fune, oltre che un’importante capacità di coordinamento tra le parti coinvolte. Per la funivia del Tremorgio, si tratta del secondo rinnovamento.
L’impianto a fune del Tremorgio
La funivia Rodi Tremorgio, di proprietà di AET (Azienda Elettrica Ticinese), collega la centrale idroelettrica nell’abitato di Rodi-Fiesso (ca. 950 m s.l.m.) con il lago di Tremorgio (ca. 1’850 m s.l.m.). L’impianto di servizio, costruito nel 1966 e usualmente aperto al pubblico da maggio a ottobre con autorizzazione di esercizio cantonale, è già stato rinnovato una prima volta nel 1999.
Attualmente, la teleferica, che è composta da due cabine da 8 posti (capacità 650 kg l’una) e lunghezza 1’499 m, copre un dislivello complessivo di 900 m in 4-5 minuti. A pieno regime, la funivia è in grado di trasportare ca. 90 persone all’ora, lavorando in modo automatico e garantendo accessibilità anche per i disabili. La tratta permette al pubblico di raggiungere diversi luoghi escursionistici, come ad esempio il lago di Tremorgio, il sentiero geoturistico del Campolungo, il percorso Lago di Leìt – Campo Tencia, il Sentiero Alto Tremorgio (Tremorgio – Airolo) e il percorso Tremorgio – Dalpe (via Passo Vanit). Tutti i dettagli sull’impianto ed il suo funzionamento sono disponibili sulla pagina dedicata del sito di AET.
Rinnovare la funivia del Tremorgio: il progetto
L’intervento attualmente in atto sull’impianto a fune richiede un elevatissimo livello di specializzazione nel settore, caratteristica che contraddistingue le attività del nostro Studio. Oltre a questo, la multidisciplinarità insita nel progetto ci ha portati a collaborare con numerose altre realtà dedicate proprio a questa tipologia di impianti, in particolare: Bartholet Maschinenbau AG, SISAG AG, n-tree GmbH, Fürst Laffranchi Bauingenieure GmbH, Reali e Guscetti Studio d’ingegneria SA, GPP architetti Sagl, Meteotest AG, Brandschutz Bissig GmbH, GEOALPS Engineering SA, Geoformer igp AG, Matteo Muttoni Costruzioni e Impresa di costruzioni Pervangher. L’intervento prevede il rinnovo di tutti i sottosistemi dell’impianto, l’adeguamento delle stazioni a valle e a monte e varie modifiche all’infrastruttura.
I lavori aumenteranno non solo la capacità di trasporto, ma anche il livello di sicurezza e di confort dell’impianto, adattandone le caratteristiche alle più recenti norme di settore.


Il ruolo di Filippini & Partner nel progetto
Parallelamente al rinnovo dei sottosistemi impiantistici ad opera dell’azienda Bertholet Maschinenbau AG, il nostro Studio, in particolare, è stato incaricato di eseguire:
- La perizia sullo stato iniziale dell’opera
- La valutazione dell’idoneità statica delle opere del genio civile esistenti
- Il supporto al committente nella valutazione delle varianti di intervento sull’infrastruttura
- La progettazione, messa in appalto e direzione lavori per la fondazione del nuovo sostegno tubolare
- La progettazione degli interventi di rinforzo strutturale sulle due stazioni
- DL delle opere del genio civile
Cosa prevede il rinnovamento
Le attività previste per il rinnovamento includono sia attività di analisi preliminare che di costruzione e valutazione operativa delle nuove strutture. In generale, sull’impianto sono in corso di esecuzione o in previsione le seguenti attività:
- Verifica infrastruttura secondo SN EN 13107
- Demolizione due sostegni di linea esistenti (tralicci e fondazioni)
- Rinforzo elementi in acciaio e calcestruzzo
Sulle due stazioni e, in generale, sulle strutture dell’impianto, saranno eseguiti diversi lavori di miglioramento, tra i quali:
- Nuova struttura di rinforzo all’interno della stazione di monte
- Allargamento fondazione in ca con micropali alla stazione di monte
- Rinforzo stazioni mantenendo le strutture esistenti
- Montaggio e sollevamento manuale all’interno degli edifici
Di particolare rilevanza sono le modifiche dedicate al tragitto a fune vero e proprio, per i quale sono in corso operazioni di:
- Sostituzione dei tralicci esistenti (alti 25 m) con un sostegno di linea unico, costituito da un nuovo pilone di linea inclinato 15° (alto 42 m, diametro 2,74 m, peso 58 t)
- Realizzazione di un plinto di 130 m3 sopra condotta forzata in pressione evitando l’interruzione dell’esercizio dell’impianto
Costruzione di 50 Micropali in roccia, con lunghezza sino a 13 m e doppia protezione dalla corrosione

Un cantiere particolare
Effettuare tutte queste operazioni in 17 mesi richiede l’allestimento di cantieri particolari e specializzati nella gestione di lavori di questo tipo. Ad esempio, tutto deve essere studiato e ottimizzato per poter lavorare su diversi elementi di una centrale idroelettrica che però non deve mai interrompere l’esercizio.
Inoltre, i luoghi di costruzione sono spesso impervi e inaccessibili con mezzi tradizionali, motivo per cui è necessario prevedere operazioni con elicottero, facendo attenzione al fatto che i cavi della teleferica non dovranno essere smontati per tutta la durata dei lavori e che, negli immediati pressi del cantiere, è presente la linea elettrica MT 16 kV in costante attività.
Infine, anche le condizioni ambientali complicano la situazione, in quanto spesso favorevoli e con rischio valanghe.
Queste condizioni non sono certo inusuali quando si parla di interventi su impianti a fune in montagna. È per questo che la specializzazione in questo settore è fondamentale non solo per la sicurezza del prodotto finito, ma anche per una corretta esecuzione dei lavori, nel pieno rispetto di budget, tempistiche e richieste della committenza.



