Il risanamento della Strada del Passo del San Gottardo (2013-2032) è un progetto multidisciplinare che prevede l’intervento su viadotti, ponti, sottopassi, muri di sostegno, muri di controriva, gallerie in roccia, gallerie di premunizione, strutture di smaltimento acque, acquedotti, premunizioni, tombini e altri oggetti.
I lavori sono volti al risanamento dei manufatti maggiormente deteriorati allo scopo di prolungare la loro durata di vita residua e prevedono:
- Risanamento di 50 manufatti (viadotti, ponti, sottopassi, tombinoni)
- Risanamento di 60 muri di sostegno
- Risanamento di 2 gallerie in roccia
- Risanamento di 4 gallerie artificiali
- Risanamento di opere di premunizione contro i pericoli naturali
- Risanamento di 15 km di tracciato (8 km con pavimentazione in calcestruzzo e 7 km con pavimentazione bituminosa)
- Esecuzione di un nuovo cunicolo di sicurezza in roccia di 600 m
Viadotto Ganne di S. Antonio
- Viadotto ubicato tra due gallerie, all’interno di una galleria artificiale, aperta lateralmente
- Operazioni svolte a tappe, distribuite su più anni
- Interventi di risanamento su calcestruzzo, malte e pavimentazione stradale
Muri di sostegno sulla strada del passo
- Zone di intervento a monte e a valle della strada
- Risanamenti localizzati solo dove davvero necessario
- Gestione del traffico tramite restringimenti stradali o impianti semaforici temporanei
Premunizioni contro i pericoli naturali
- Operazioni effettuate con monitoraggio continuo della situazione del terreno
- Sostituzione dell’assicurazione scarpate con Spritzbeton con reti in aderenza
- Necessità di effettuare i lavori in sospensione a corde
Particolarità del progetto
Lavorare ad alta quota, con la strada in esercizio e in condizioni atmosferiche particolari richiede un’attenta pianificazione e elevata specializzazione. Le operazioni possono essere effettuate soltanto nel periodo di apertura del passo, da maggio a ottobre, fino al 2032. Questo implica l’attivazione contemporanea di più cantieri su strade sempre in funzione e con grande afflusso di auto, la pianificazione attenta di cantieri e semafori, e il coordinamento con l’unità territoriale GEXI (Canton Uri).
I lavori avvengono su una tratta che raggiunge la massima altitudine di 2’100 m s.l.m. con condizioni atmosferiche che possono comportare neve, pioggia, vento e nebbia anche in estate. Tali prerogative impongono il monitoraggio giornaliero da parte di specialisti del pericolo valanghe.
Il progetto è stato portato avanti fino al 2022 dal consorzio G20, mentre dal 2023 lo studio è l’unico mandatario.