Progettazione, costruzione e monitoraggio dell’opera sospesa sulla Valle di Sementina
Il Ponte Tibetano Carasc, una passerella sospesa lunga 270 metri e posta a 130 metri di altezza sopra la Valle di Sementina, oggi non è più solo una semplice attrazione per escursionisti, ma è diventato anche un simbolo per il Ticino. Filippini & Partner ha curato la progettazione, la costruzione, il monitoraggio e la manutenzione dell’opera. Un intervento complesso, che ha saputo coniugare essenzialità formale, tecnologie strutturali avanzate e rispetto del territorio.
Un simbolo di valorizzazione del territorio
Il Ponte Tibetano Carasc rappresenta oggi una delle attrazioni turistiche più significative del Canton Ticino. Realizzato nell’ambito di un progetto di valorizzazione del fianco destro della valle del Ticino – promosso dalla Fondazione Curzútt San Barnard di Monte Carasso – il ponte consente di superare la cesura naturale della Valle di Sementina collegando, a quota 800 m s.l.m., i sentieri escursionistici che si estendono da Bellinzona a Locarno.
L’opera si integra armoniosamente con il paesaggio circostante, permettendo un’esperienza unica a chi lo percorre, senza rinunciare ai più alti standard di sicurezza strutturale.
Un ponte sospeso a campata unica
Dal punto di vista tecnico, il Ponte Tibetano Carasc è una struttura sospesa a funi a campata unica, lunga 270 metri e alta fino a 130 metri rispetto al fondo valle. La sua forma trapezoidale è ottenuta tramite sei funi metalliche principali:
- Quattro funi inferiori (due per lato) sostengono il piano di calpestio in legno di larice
- Due funi superiori fungono da elementi portanti e da corrimano
Completano la struttura:
- Un sistema di controventatura orizzontale per resistere al vento trasversale
- Parapetti laterali in rete metallica a maglia stretta (40×40 mm)
- Funi stabilizzanti laterali per migliorare la risposta dinamica della passerella


Foto: Giacomo Poretti
Ottimizzazione della dinamica per un’esperienza escursionistica unica
Uno degli aspetti progettuali più delicati è stato il comportamento deformativo e oscillatorio verticale. La risposta dinamica del ponte è stata ottimizzata per garantire una sensazione di sicurezza e comfort a ogni pedone, tenendo conto anche della presenza di famiglie e bambini.
Le simulazioni strutturali sono state integrate con l’analisi di altri manufatti simili già realizzati, al fine di ottenere il massimo equilibrio tra leggerezza e stabilità.
Ancoraggi in roccia e spalle in cemento armato
Le funi portanti del Ponte Tibetano Carasc sono state collegate a spalle in cemento armato, realizzate con fondazioni profonde nella roccia, mediante perforazioni di lunghezza compresa tra 8 e 12 metri. Le condizioni geologiche complesse hanno richiesto accorgimenti particolari, sia in fase di progettazione che di esecuzione.


Il collegamento tra ancoraggi e funi è stato realizzato all’interno delle spalle stesse, in modo da garantire stabilità, durata nel tempo e protezione degli elementi strutturali.
Costruzione ad alta quota con il supporto dell’elicottero
Una delle sfide da affrontare per questo progetto è stata sicuramente la morfologia del terreno: caratterizzata da versanti scoscesi e aree boschive, ha infatti reso impossibile l’uso di mezzi pesanti tradizionali. Per questo motivo, tutte le operazioni di posa – in particolare delle sei funi portanti, ciascuna del peso di circa 4 tonnellate – sono state eseguite con elicotteri birotore, in condizioni operative complesse.
Il montaggio definitivo è stato completato con il supporto di tecnici specializzati in lavori su corda e di esperti alpinisti, che hanno lavorato alla stabilizzazione e al tensionamento in quota.

Monitoraggio e ispezioni sul Ponte Tibetano Carasc
Nel 2020 e nel 2025 (5 e 10 anni dopo l’inaugurazione, avvenuta nel maggio 2015), Filippini & Partner Ingegneria SA ha eseguito:
- La prima ispezione principale del manufatto e delle sue opere complementari;
- Il rilievo completo per la realizzazione di una rete di monitoraggio delle spalle;
- Le prove di tesatura degli ancoraggi principali, con esito ampiamente positivo.
Queste attività costituiscono la base per il monitoraggio periodico dell’opera e per la programmazione degli interventi di manutenzione futura.
Un ponte sospeso tra ingegneria e paesaggio
Il Ponte Tibetano Carasc rappresenta un perfetto esempio di come l’ingegneria civile possa inserirsi in contesti paesaggistici delicati, contribuendo allo sviluppo sostenibile del territorio. Una sfida progettuale e costruttiva vinta grazie a competenza, visione e collaborazione.

Caratteristiche tecniche e costruttive del ponte
Lunghezza: 270 m
Altezza massima sopra al tetto del riale: 130 m
Freccia: 16 m
Pendenze in entrata: 24%
Larghezza del calpestio in larice: 100 cm
Altezza del parapetto: 115 cm
Sistema portante a fune
Funi portanti carico rottura MBK 1’300 kN:
- Inferiori collegate con controventi 2×2 – ø36 mm
- Superiori 2 – ø36 mm
Funi stabilizzanti e irrigidenti (laterali): 2 ø32 mm
Spalle di ancoraggio delle funi portanti:
- Blocco di fondazione in cemento armato 12 mc/spalla
- Ancoraggi in roccia Rm = 850 kN, 7 pz/spalla
Per approfondire
Il progetto e il monitoraggio del Ponte Tibetano Monte Carasc sono stati possibili grazie alla sinergia tra diversi attori del settore tecnico e scientifico in Ticino:
- Filippini & Partner Ingegneria SA – progettazione strutturale e direzione lavori
- Leoni Gysi Sartori SA – geologia e geotecnica
- Studio d’ingegneria Riccardo Calastri SA – misurazioni e monitoraggi
- Impresa Costruzioni Pervangher / VAS AG – realizzazione delle opere di genio civile
- Fondazione Curzutt San Barnard – promotore del progetto
- Impresa di costruzioni Pervangher – ancoraggi e genio civile
- X-alpin, Walter Brog, Innertkirchen – struttura e montaggio
- Gabriele Calastri di Studio d’ingegneria Riccardo Calastri SA – Geometra
- Eliticino – elicottero
- Heliswiss – elicottero Kamov
- Fatzer – fornitura funi
- Officine Ghidoni – strutture metalliche
- Ferriere Cattaneo SA – strutture metalliche